L’arte è un istinto naturale. Tutti nasciamo Performisti ma crescendo dimentichiamo di esserlo.

La Nonavanguardia non è per tutti, solo chi ha coraggio e voglia di sperimentare cose nuove può viverla a pieno. Abbiamo creato un posto dove non vi è giudizio, e in cui si impara a non prendersi troppo sul serio: l’arte è uno spazio dove si ha la possibilità di mettersi in gioco.

L’arte non è una divinità ma uno strumento, serve a dar sfogo ai nostri sogni, ai nostri incubi, ci permette di urlare e piangere, ridere, interpretare ruoli folli. Ci dà la possibilità di metterci in ridicolo senza aver paura di esserlo. L’arte non è il fine ma il mezzo. 

La Nonvanaguardia è una sfida: crediamo che l’arte, se sincera, instauri un processo di crescita personale. Migliora la percezione che abbiamo di noi stessi, rendendoci più onesti e dandoci spazi per combattere i nostri blocchi, la vergogna, la timidezza, le paure.

Improvvisare per noi è arte. Sbagliare per noi è arte. Saper accettare l’errore per noi è arte. L’improvvisazione crea un flusso di coscienza che ci aiuta a superare i blocchi derivanti da quell’errore, risolvendolo e valorizzandolo tramite il pensiero laterale. L’Estetica dell’Errore ci insegna ad accettare i nostri difetti, cercare la nostra identità, scoprire la nostra unicità.

NOI SIAMO LA NONAVANGUARDIA E UNITI SIAMO UN’OPERA D’ARTE.